Acireale

Dell’ attuale Acireale si hanno notizie certe sin dal VIII secolo a.C.. L’insediamento, chiamato Xifonia dai Greci, Akis dai Romani ed Jaclium dai Bizantini e Normanni, sorgeva più a sud del sito attuale.
Anche della dominazione Araba si ha testimonianza nelle insicazioni del geografo arabo Edrisi.
La storia recente della città inizia nel 1693 quando, dal disastroso terremoto che investe la Sicilia Orientale, trae spunto la ricostruzione all’insegna del Barocco.
E’ una città dalle grandi tradizioni culturali che hanno accompagnato la sua evoluzione attraverso le tappe della storia.
A testimonianza del rilievo che la cultura ha avuto nella storia cittadina è la biblioteca Zelantea che, fondata nel 1671, conserva circa 200.000 volumi tra cui molti incunaboli ed edizioni rare.
La Zelantea è tra le biblioteche più antiche e ricche di Sicilia.
Ospita l’elegante carrozza del Senato Acese, con intagli lignei dorati e dipinti.
Di grande interesse è l’annessa Pinacoteca dove, assieme ai dipinti di scuola acese, è possibile ammirare opere attribuite alla scuola di Rubens.
Esempi significativi della scuola acese si apprezzano nei tanti affreschi e quadri che arricchiscono le chiese e i palazzi di Acireale.
Ma la “creatività” di Acireale si esprime anche nella pasticceria e nella cucina.
In primo luogo la granita di limone o di mandorla. Ricca e fantasiosa la pasticceria: la “pasta reale” che diventa arte nelle forme e nelle composizioni; i “cannoli” di ricotta, di crema o di cioccolato. Deliziose e scenografiche le coppe di gelato.
La cucina, poi, è assai varia, ma su tutto spiccano i piatti a base di pesce – dai primi ai secondi – grazie alla posizione geografica che ha fatto di Acireale una città di mare e di pesca.

Il Barocco

Il Disastroso terremoto nel 1693 risparmiò la chiesa gotico-lombarda di S. Antonio di Padova, la trecentesca chiesa della Madonna dei Miracoli al cimitero, il cinquecentesco Santuario di Loreto oltre ad un certo numero di icone.
La successiva ricostruzione si esalta nel barocco della Baslica di S. Sebastiano; del Complesso di Piazza Duomo, con il suggestivo trilatero del Duomo, nella Basilica dei SS. Pietro e Paolo, nel Palazzo Municipale; nella loggia del monastero delle Benedettine; nei palazzi neoclassici di Corso Umberto e Corso Savoia.
Ma tutto il centro conserva intatte le forme del barocco siciliano, nelle case, nei portali lavici, dominati da mascheroni scolpiti, nell’intreccio fitto delle vie.

Le frazioni marinare

S. Caterina

Suggestiva terrazza panoramica sulla Riserva della Timpa.
A picco sul mare, apre la vista sull’incantevole golfo che spazia da Taormina a Siracusa.
Interessante è la chiesetta del XVI secolo.

Pozzillo

Caratteristico borgo di pescatori adagiato tra floridi limoneti e l’imponente scogliera lavica. Nota per le sorgenti idrominerali. Da Pozzillo, verso ovest, si apprezza la massima apertura del massiccio dell’ Etna.

S. Tecla

Interessante borgata marinara estesa fra agrumeti, ai piedi di un selvaggio costone di macchia mediterranea, di ulivi e di mandorli.

S. Maria La Scala

Affascinante borgo di pescatori, intatto nella sua originaria architettura marinara. Incantevole la passeggiata per le Chiazzette, antico camminamento a gradoni, interessante sotto il profilo paesaggistico e naturalistico. Lungo questo antico percorso di origine spagnola, si trova la “fortezza del Tocco”, fortificazione costruita tra il 1595 ed il 1616.

Stazzo

Ospitale paese costiero immerso fra gli agrumeti e l’alta scogliera nera di sovraposte colate laviche.

Capomulini

Antico approdo greco che si sviluppa entro un ampio golfo dominato dall’incanto dell’ Isola Lachea e dai mitici Faraglioni scagliati da Polifemo sulla nave di Ulisse.
Adiacente al borgo, si stende la “Riserva Timpa”, ambiente di notevole importanza naturalistica e paesaggistica.

L’opera dei Pupi

E’ una delle più apprezzate attrattive turistiche di Acireale, ed il Teatro dei Pupi risale al 1887.
Vi si rappresenta il ciclo Carolingio e, al suo interno, l’affascinante storia dei Paladini di Francia e degli “infedeli” Musulmani.
Bagliori di corazze, mulinare di spade, pennacchi colorati e “mezzelune”: per descrivere un secolare mondo epico-cavalleresco, attraverso il quale vibra il senso eroico della vita secondo l’animo popolare.Alla gente, attenta e partecipe, il pupo-eroe si presenta fiero e racconta le sue gesta ed il suo coraggio.

Le Terme

Già nell’antichità le acque sulfuree venivano sfruttate nelle Antiche Terme Xifonie. Dell’origine greca restano chiari segni nell’antico complesso termale di S. Venera al Pozzo.
Le Terme vennero successivamente riprese e valorizzate dai Romani.
Di esse si trovano riferimenti nel “De Aetna” di Cornelio Saverio e ne “Il Giardino di Esculapio” di Filippo da Tassalonica.
I nuovi stabilimenti termali di contrada S. Caterina sono situati all’interno di una vasta area di agrumeti sempreverdi, tra l’Etna ed il mare Jonio.
Le acque termali di Acireale trovano impiego – per mezzo di fanghi, bagni ed inalazioni – nelle affezioni reumatiche ed osteoarticolari, otorinolaringoiatriche, dermatologiche e dell’apparato respiratorio. Le Terme di Acireale sono aperte tutto l’anno.

Comune di Acireale: www.comune.acireale.ct.it

Acireale su Wikipedia: it.wikipedia.org/wiki/Acireale